Non si può morire a 26 anni per amore... un Dio buono e giusto non può volere la morte di una ragazza incinta, se il Dio è lo stesso, ma i profeti diversi, è blasfemo accusare e condannare a morte questa ragazza di apostasia.
"Meriam Yehya Ibrahim, 26 anni, è in carcere da febbraio dopo la denuncia di un parente. È incinta all'ottavo mese, ha un altro figlio di 20 mesi e la sua «colpa» è quella di essersi sposata con un uomo cristiano. E quindi, secondo il tribunale sudanese che l'ha condannata a morte per impiccagione, Miriam è un'«apostata», cioè ha rinnegato la propria fede musulmana. Mentre la notizia della condanna sta facendo il giro del mondo e cresce la mobilitazione per fermarla.
Inoltre è stata accusata anche di adulterio (e condannata per questo a 100 frustate) perché il suo matrimonio col marito non è stato riconosciuto valido. Secondo l'avvocato, che basa la difesa sugli errori giuridici nel caso, il padre di Meriam era musulmano, ma la madre era una cristiana ortodossa originaria dell’Etiopia. Il padre, ha riferito l’avvocato, ha lasciato la famiglia quando Ibrahim era piccola e la madre l’ha cresciuta nella fede cristiana. «Il giudice ha oltrepassato il proprio mandato quando ha deciso che il matrimonio di Meriam non è valido perché suo marito non appartiene alla sua religione», ha dichiarato al-Shareef Mohammed, aggiungendo che «il giudice pensava più alla legge islamica sharia che non alle leggi e alla Costituzione del Paese»."